Lost and Delirious (2001) – Recensione e Critica

Giugno 8, 2008 at 1:20 am | In 2001, Drammatico, Jessica Parè, Lezmovie, Mischa Barton, Piper Perabo, Wemovies | 3 Comments
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Lost and Delirious

“L’Altra metà dell’amore”

(2001)

Locandina

Regia: Léa Pool
Sceneggiatura: Susan Swan
Cast : Piper Perabo , Jessica Paré , Mischa Barton

Durata: 104 min.

ATTENZIONE, La seguente recensione contiene SPOILER sul film. Se non volete rovinarvi la sorpresa: VIA DI QUA!

I’m not a lesbo! I’m Paulie, and I’m in love with Tory!
Paulie is my friend, so I guess it doesn’t matter what everyone else says!

Lost and Delirious è un prodotto che va maneggiato con cura, va guardato senza pregiudizi, ma soprattutto va osservato cercando di evitare ogni tipo di introspezione che potrebbe causare. Senza seguire tali consigli, lo si potrebbe guardare con pregiudizi troppo forti, che farebbero propendere l’ago della bilancia da un lato o dall’altro. Prima di tutto, il pregiudizio sull’omosessualità va eliminato, un po’ come accade con tutti i film di tale genere. Il secondo pregiudizio da bruciare è appunto il ritenerlo un film di genere. Lost and Delirious NON è un lezmovie regolare, se per lezmovie vogliamo intendere un film di “Orgoglio Lesbo”. La storia prende luogo in un realistico College Canadese, la Bishop’s College High School di Lexington, Québec, Canada, nei primi anni del terzo millennio. In breve, narra del tormentato amore tra Paulie e Tory, visto dal punto di vista di Mary “Mouse” B. . Il film gioca bene le sue carte, cercando di scendere nel profondo della psiche della narratrice interna, la quindicenne Mary B. (una convincentissima Mischa Barton, Il sesto senso, Notting Hill, The O.C.[T.V]), nuova iscritta dell’istituto, che si ritrova a dividere la stanza con due ragazze, Victoria “Tory” Moller (Jessica Parè) e Pauline “Paulie” Oster (Piper Perabo, “Coyote Ugly”). Le tre compagne di stanza sono tre personaggi totalmente diversi: Tory è una ragazza tranquilla, ordinaria, un po’ carente in matematica, occasionale fumatrice; Paulie, dal suo canto, è una ragazza sfrenata, fumatrice appassionata, impetuosa e sfrontata; Mary “Mouse” invece, è una piccola ragazzina timida, che poco conosce del mondo. Tutte sono accomunate da situazioni familiari non vissute in modo sereno, ed è proprio questa caratteristica che le unisce per davvero, come amiche. Le giornate, alla Bishop, passano tra una lezione di letteratura, una lezione di matematica, qualche tiro di sigaretta, e un bel po’ di educazione fisica. Il ritratto fatto dall’autrice della sceneggiatura (Susan Swan, unica opera) è convincente, e risulta gradevole da seguire, sebbene forse un po’ stereotipato. Ciò che invece appare evidente allo spettatore, sin dalle prime battute, è il fortissimo sentimento che lega Paulie e Tory. E’ chiaro che l’amicizia delle due è da tempo maturata in un sentimento ben più forte, e la cosa appare quanto di più naturale possibile, anche ai meno abituati alla presenza scenica di un amore omosessuale. Tale coppia, però, è di breve vita, sullo schermo, in quanto presto si dividerà a causa dei pettegolezzi che nascono all’interno della scuola. Il resto della storia, va osservato, non spiegato a parole, in quanto potrebbe sembrare quantomeno scontato e poco interessante.

Lost And Delirious 1

Ciò che colpisce, del film, è la preponderanza di sentimento, è la potenza di queste sensazioni vissute da Paulie, che la spingono al tragico finale. Ciò che invece resta incomprensibile, è il peso di tante cose che restano solo dettagli quasi fini a se stessi, come il ruolo del giardiniere, o anche, e questo lo ammetto con molto dispiacere, l’importanza vera dell’amore per la madre di Mary B. Queste due cose, sembrano lanciate là come pretesto, o anche come riempitivo, e rendono quello che potrebbe essere un grande film drammatico, un bel film drammatico, ma poco, pochissimo al di sopra della media. La regia svolge come si deve il suo lavoro, esclusion fatta per la scena “hot”, (che fa ulteriormente cadere il film nella categoria di cui sopra) che si sarebbe potuta gestire meglio, con meno indugi sui particolari, e più “poesia”. Insomma, dal punto di vista tecnico estetico, il film bene o male non fa una piega, con inquadrature adatte, giochi di luce carini e scene non troppo lunghe e prolisse. Per quel che riguarda la sceneggiatura, come già detto, non si può dire lo stesso. Ci sono delle idee che sembrano buttate là, mentre ce ne sono altre azzeccatissime, con l’idea del falco, vera e propria metafora di vita. Ciò non toglie che il vero e proprio fulcro della storia, l’amore di Paulie, resta in primo piano fino all’ultimo fotogramma del lungometraggio. Nota leggermente dolente, invece, è quella appunto della colonna sonora. Ci si sarebbe aspettati, e questo è un punto a favore, una colonna sonora Indie o College Rock, ma ciò che ci si trova ad ascoltare è il tipico repertorio di musica da Teenager movie, con pezzi che non sanno esaltare i grandi momenti e i grandi personaggi che si trova ad avere la storia. Infine, e qui c’è il vero dramma, la traduzione è stata davvero PESSIMA. Basti pensare alla scena in cui Paulie, verso l’inizio, decide di “ribattezzare” Mary, e da Mary B. la chiama Mary Brave, la coraggiosa. In italiano, viva la tristezza traduttoria, la chiama Mary Brava. Basti questo per far comprendere il livello dell’adattamento. Una solita occasione sprecata, coronata inoltre dalla scelta delle doppiatrici, troppo adulte per certi personaggi e troppo giovani per altri. Di contro, invece, la versione originale ha un audio particolarmente raffinato, con suono ambientale assente durante le frequenti scene di sussurro.

Insomma, un film con alti e bassi, con punti di forza (tanti) e punti di debolezza (non troppi), che si fa godere, ma che spesso fa nascere la sensazione di “atteso”, sensazione che dovrebbe essere bandita da ogni film inneggiante all’amore, che per definizione è inatteso e inaspettato.

LosDeli 3 L&D 4

Insomma, un film piacevole, che sa interessare, sa guidare in un mondo di prima adolescenza, ma che per determinate scelte, cade nel “già visto” e soprattutto nella categoria di Lezmovie “ordinario”. Insomma, niente di nuovo sotto il sole, sotto troppi punti di vista, per definirlo un capolavoro. Ma, va sottolineato, sotto un certo punto di vista è un’opera unica. Un vero e proprio inno all’amore, un canto di amore folle, “Delirious” come nel titolo, ma tristemente “Lost”.

Un film di non nominata dedica, alle persone convinte di aver perso l’amore, che contiene un tacito monito per chi crede che tutto sia perduto, dopo tale perdita, e che sa ritrarre, negli ultimi fotogrammi, il dramma di chi resta. Forti sentimenti, peccato solo per la realizzazione, troppo ordinaria, troppo poco “osante”, troppo poco in linea con il carattere di Paulie, il personaggio principale della storia. Un film non per tutti, ma solo per gli appassionati d’amore, di storie d’amore, e di sentimenti che vanno al di là di ogni cosa.

+ + + :

  • Un film d’amore con la A maiuscola

  • Realizzazione tecnica inusuale per il genere

  • Cast adatto e calato nella parte

- – - :

  • La locandina è assolutamente indecente

  • La traduzione è tra le più tristi degli ultimi anni

  • Scade nell’ordinario del suo genere

  • Non per tutti

  • Alcune trovate hanno il sapore della casualità

Voto finale: 78/100

Link: Trailer, IMDB, Wikipedia.

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3 Commenti »

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  1. E non poteva non essere annoverato tra i miei film preferiti essendo L’Amore il tema centrale del film.. L’amore perduto,quello negato,quello tradito..L’Amore assoluto “LOVE” così come viene definito dalla direttrice della scuola,amante di Shekespeare..
    Ma è solo questo che ho visto.. nessuna attenzione sulle inquadrature o sul gioco di luci. Sinceramente passavano in secondo piano.. evidentemente sono ancora ben lontana dal seguire le tue orme.. il mio problema è che da film come questi mi lascio troppo coinvolgere! E naturalmente finisco per essere poco obbiettiva..Ma tu come sempre hai fatto uno splendidio lavoro e sono ansiosa di leggere la prossima recensione che spero sia di un film che non ho ancora visto!!!

    “Continuerò io dunque a vivere in questo tristo mondo che di lei privato non è migliore di una stalla?”
    Mai udite parole più belle…

  2. L’ho trovato un film, come dici, a suo modo unico. Certo, penso sia anche uno di quei film a rischio, giovanilistici, per qualcuno ricattatori; ma dagli anni in cui è uscito devo ancora vedere un film che gli somigli. I “difetti” che citi glieli perdono tutti.

  3. ..io so solo che da ieri sera,quando l’ho visto,non ho pensato ad altro per un solo minuto di questa giornata.
    Mi sono lasciata coinvolgere troppo,mi sono fatta portare in quel collegio,in quei prati,in quelle vite.Mi sembra vita vera,mi sembra diverso da adesso anche se sono passati pochi anni.Sono passati 8 anni e mi pento di ogni pomeriggio o sera passati davanti al computer,a perdermi un sacco di vita.

    Per quanto riguarda il lato tecnico..ero troppo occupata a piangere per stare attenta alle inquadrature.E Mary B…beh,la poverina non se la filava mai nessuno e a mio parere era bistrattata e poco considerata dalle altre due.
    Pauline,meravigliosa.

    M


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